Dal 6 al 13 agosto si è tenuto fra Valtournenche e Breuil-Cervinia il Cervino CineMountain, apprezzato festival di cinema di montagna, sostenuto dal CAI, giunto alla 24° edizione.
La giuria CAI del festival era composta da Monica Brenga, componente del Centro di Cinematografia e Cineteca, Thierry Vuillermoz (Sezione Cai di Châtillon) e Ezio Marlier, Presidente delle Guide Alpine Valdostane: il Premio CAI per il miglior film d’alpinismo, arrampicata, esplorazione è andato al film Torn di Max Lowe (Stati Uniti, 2021, 90’). Una storia che ha commosso anche il pubblico del 70. Trento Film Festival, raccontando la vicenda della morte dell’alpinista Alex Loewe e del suo compagno di cordata Conrad Anker che si è innamorato di sua moglie rimasta vedova, prendendosi cura di lei e dei suoi figli, fra mille timori, sensi di colpa e critiche anche feroci. Qui le motivazioni:
Il regista è riuscito ad effettuare un sapiente montaggio con un ritmo sostenuto, costruendo la narrazione come una azione di rilievo geometrico, con tanti punti di vista che incrociandosi delineano i protagonisti e le loro storie. La figura di Alex Lowe ci fa capire come l’attitudine all’avventura e al rischio, che ne è parte integrante, sia propria dell’animo di alcuni e che questo non si possa governare.
Del resto, come si dice nel film, “Non si sa cosa c’è dietro l’angolo” e per alcuni è impossibile non andare oltre quell’angolo, provare, sperimentare, scoprire. Vorrebbe dire tradire la propria natura.
E chi ti ama lo accetta con tutte le possibili conseguenze.
La giuria CAI ha però assegnato anche una menzione speciale a Matterhorn. The big wall, di Ai Nagasawa (Italia 2022, 33′). Racconta la storia di di François Cazzanelli, Emrik Favre e Francesco Ratti alle prese con la prima ripetizione e prima invernale di Padre Pio Prega Per Noi + Echelle Vers le Ciel (1870 m, 7b max), aperta da Patrick Gabarrou sulla parete sud del Cervino. Di seguito la motivazione:
François Cazzanelli, Emrik Favre e Francesco Ratti hanno la qualità dei grandi alpinisti: umiltà, capacità tecnica, rispetto e senso della cordata. Si divertono seguendo una via tracciata prima di loro nel rispetto della generazione passata di cui raccolgono una ideale staffetta. Non c’è artificio cinematografico, sono genuini e felici nella loro impresa, autentici. Le mani tese uno verso l’altro li porteranno a grandi imprese.
Il Cervino CineMountain Festival ha anche accolto la mostra Senza posa, ideata da Mauro Bartoli in omaggio a Mario Fantin cineasta del K2, di proprietà del CAI (è pensata come itinerante nelle Sezioni, qui tutte le info). E sempre di Mauro Bartoli ha proiettato fuori concorso il film Il mondo in camera, un racconto biografico su Fantin, bolognese come lui, un’opera realizzata con il contributo del CAI – Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI.
Entrambe le opere (film e mostra) erano state presentate in anteprima al 70. Trento Film Festival, che ha aperto proprio con la prima proiezione mondiale del nuovissimo Italia K2 di Marcello Baldi, nella versione restaurata in 4k dalla Cineteca di Bologna, disponibile al prestito.






